SUBHARMONIC CITY
Residenza artistica e performance site-specific / Alle Ortiche, Genova 2026

Subharmonic City Esplorazione urbana e performance post-digitale
Subharmonic City è un attraversamento sonoro di Genova indagando le frequenze più basse, nei suoi strati subarmonici e nelle vibrazioni che scorrono sotto la soglia dell’udibile. Non una mappatura tradizionale, ma una frattura percettiva, una discesa nelle tensioni che abitano la città come un sistema nervoso disperso, intermittente e stratificato.
Il progetto prende forma camminando a partire dalla zona delle Serre di San Nicola: una deriva intesa come errore necessario e deviazione magnetica. Utilizzando microfoni a contatto e geofoni sono state raccolte le vibrazioni di pali, tombini, scale mobili, superfici metalliche, infrastrutture e selciati, rivelando la città nella sua dimensione materica e instabile.
Dispositivi dedicati (soma eather) hanno inoltre permesso di intercettare i segnali provenienti da linee elettriche, dispositivi digitali e campi magnetici urbani: residui di trasmissione, interferenze e glitch che restituiscono una seconda Genova, sovrapposta e disallineata.

Restituzione: performance
La restituzione della ricerca si sviluppa in una live performance che decostruisce radicale la verticalità di Genova, rifiutando la narrazione da cartolina a favore della porosità e della frizione dello spazio urbano. Il materiale sonoro viene riattivato, stratificato e rielaborato attraverso strumenti quali monome norns, polyend tracker e registratori analogici.
L'atto performativo si articola in tre movimenti cinematici e concettuali:
Si apre con Il Basso / INF-PRSS_73, una Musique Concrète dove lo sfregamento live di cemento, intonaco e carta genera una texture granulare; su questa nebbia tattile si innestano i tape loops del traffico di Via Balbi e i field recording della metropolitana di San Giorgio, che agiscono come una pressione claustrofobica accanto ai suoni ripresi dal mare.
Segue La Transizione / VERT-ASC_65, polifonia di vettori ascensionali legati alla funicolare di San Nicola, dove il nastro magnetico introduce fluttuazioni metalliche continue e mantriche, tagliate dal cigolio spettrale di un dondolo.
Il climax si raggiunge con L'Ecosistema Tecnologico / ECO-AUT_84, risoluzione simbiotica che segna l'arrivo Alle Ortiche: un ambiente sospeso tra automazione e biologia, dove l'impatto ritmico di palline da tennis captato da microfoni a contatto genera risonanze armoniche, i tape loops riproducono il ronzio delle api e i sistemi idroponici introducono una fluidità minimal.
Una melodia trascendentale chiude infine il cerchio, consegnando la performance a un sublime silenzio verde.























