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MAGLIO AVEROLDI

Ricerca elettroacustica e performance site-specific / Borgo del Maglio, Ome, Franciacorta

MAGLIO AVEROLDI
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Ricerca: Il suono della forgiatura


Il percorso di ricerca di molom al Maglio Averoldi nasce dall’ascolto della fucina durante la lavorazione del ferro. Le sessioni di campionamento, condotte con la presenza di un fabbro, esplorano il rapporto tra il gesto artigiano e il funzionamento delle macchine, seguendo le trasformazioni sonore della materia nel corso della lavorazione.


Situato nel Borgo del Maglio di Ome, in Franciacorta, il museo conserva una fucina di origine quattrocentesca in cui la forza dell’acqua continua ad azionare il maglio. La permanenza di macchinari funzionanti permette di avvicinare il patrimonio attraverso l’esperienza diretta del lavoro, osservando come il movimento meccanico venga accompagnato e regolato dalla competenza del fabbro.

Le registrazioni si concentrano sulla battitura del maglio e sui colpi all’incudine, mettendo a confronto la cadenza della macchina con le variazioni del gesto manuale. Il suono rende percepibili la forza impressa sul metallo e le pause necessarie alla lavorazione. Ogni sequenza conserva il rapporto tra chi conduce l’operazione e la risposta del materiale.


L’acqua occupa una posizione centrale nella ricerca. Oltre a fornire l’energia che muove il maglio, interviene nel funzionamento della tromba idroeolica, tradizionalmente chiamata tina de l’ora: un dispositivo che sfrutta la caduta dell’acqua per convogliare aria verso la forgia e alimentarne la combustione. L’ascolto di questo sistema porta in primo piano la continuità dei flussi che sostengono il lavoro, accanto alla presenza intermittente delle percussioni.

Il materiale raccolto costituisce un archivio sonoro della fucina in attività e, insieme, la base della composizione. Attraverso il campionamento, MOLOM isola dettagli e sequenze per esplorarne le possibilità musicali, mantenendo riconoscibile il legame con le operazioni da cui provengono.


Attraversato dalla roggia Molinara, il Borgo del Maglio conserva una relazione stretta tra l’insediamento e l’utilizzo dell’energia idraulica. Accanto alla fucina si trova la Casa Museo Pietro Malossi, ospitata nell’abitazione di Andrea Averoldi e Aldina Barbi, protagonisti dell’ultima stagione produttiva del maglio, conclusa nel 1984.

Restituzione: La fucina come materia compositiva


La ricerca ha trovato una restituzione pubblica il 4 ottobre 2026, al Borgo del Maglio di Ome, in occasione del venticinquesimo anniversario del Museo Il Maglio Averoldi. La performance site-specific ha riportato nel luogo di origine i suoni raccolti, rielaborati attraverso dispositivi analogici e processi digitali.

Ai campionamenti si sono affiancati strumenti forgiati all’interno della stessa fucina e utilizzati dal vivo. Il metallo è entrato nella composizione attraverso la traccia registrata della sua lavorazione e attraverso il suono degli oggetti che da quella lavorazione avevano preso forma. Il gesto performativo ha proseguito, su un piano musicale, la relazione con la materia avviata durante la ricerca.


Per il progetto sono state realizzate audiocassette e tape loop contenenti i campioni registrati al maglio. Il trasferimento su nastro ha permesso di intervenire sulla ripetizione dei frammenti, trasformando le cadenze del lavoro in strutture compositive a tratti pesantemente elaborate elettronicamente. Il ritorno ciclico del suono ha introdotto una diversa misura del tempo, nella quale un’operazione conclusa poteva essere ripresa e nuovamente ascoltata o inceppata.


La fucina è diventata parte del processo compositivo attraverso i propri suoni e i manufatti prodotti al suo interno, offrendo al pubblico un accesso al patrimonio fondato sull’ascolto.

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