
CELLULOOSE
Ricerca sulla materia cartacea e performance elettroacustica / Archivio sonoro, processi tipografici e manipolazione dal vivo
Ricerca: La memoria sonora della carta
Celluloose è un’indagine elettroacustica dedicata alla carta, esplorata nelle sue qualità fisiche e nella capacità di custodire tracce. La ricerca attraversa il rapporto tra la produzione del supporto e il suo utilizzo, mettendo in relazione il paesaggio sonoro industriale con gli ambienti in cui la carta diventa strumento di trasmissione della conoscenza.
Il titolo unisce il termine cellulosa all’inglese loose, indicando un processo di scomposizione della matrice fibrosa in materia sonora libera. Questo passaggio guida il lavoro compositivo: il suono viene separato dal contesto di origine e trasformato, mantenendo tracce riconoscibili dei gesti e dei materiali che lo hanno prodotto.
La ricerca prende avvio da un archivio di registrazioni realizzate nel 2014 presso la Biblioteca di Concesio, in provincia di Brescia, durante la settimana del decennale.
A questo materiale si affiancano i campionamenti effettuati al Museo della Stampa «Il Segno Tipografico – Lodovico Pavoni» di Artogne, in Valle Camonica, grazie alla guida di Marino Andreoli. L’esperienza nel museo introduce nella ricerca il contesto della lavorazione tipografica, collegando l’ascolto alla storia materiale della pagina stampata e alle pratiche che ne permettono la realizzazione.
Il Museo della Stampa di Artogne conserva macchinari funzionanti che testimoniano diverse fasi della storia tipografica. Un torchio in ghisa del 1848 imprime la stampa attraverso la pressione tra due superfici piane, mentre un torchio litografico a stella in legno utilizza matrici in pietra. Alla composizione manuale con caratteri mobili si affianca quella meccanica della Linotype Italtype Alfa. Una macchina piano-cilindrica manuale di fine Ottocento e una platina automatica Heidelberg del 1960 circa documentano il passaggio verso sistemi di stampa progressivamente automatizzati.
L’attenzione ai suoni minimi richiama l’approccio lowercase di Steve Roden, riferimento per un ascolto capace di portare in primo piano fenomeni acustici abitualmente trascurati. I frammenti registrati vengono isolati e ricomposti attraverso il campionamento digitale, secondo un procedimento che richiama la macerazione della cellulosa: la struttura iniziale viene scomposta per rendere possibile una nuova forma.

Restituzione: Live performance
La ricerca trova una restituzione pubblica attraverso una performance svolta presso il festival La città di Carta a Genova, in cui l’archivio registrato incontra la manipolazione di materiale utilizzato nei processi di stampa.
Caratteri e spazi tipografici vengono sollecitati dal vivo e amplificati mediante microfoni a contatto. la densità delle superfici e le variazioni prodotte dalla pressione delle mani acquistano una presenza ravvicinata, rendendo udibili differenze che nell’ascolto ordinario rimangono marginali. L’azione segue la risposta del materiale, traducendone la resistenza in articolazioni ritmiche e timbriche.
I suoni prodotti durante la performance vengono elaborati in tempo reale e intrecciati alle registrazioni d’archivio. Il campionamento permette di trattenere un dettaglio e modificarne la durata, fino a trasformarlo in una trama sonora stratificata.
Registratori a cassette affiancano campionatore e effetti dsp. Il nastro introduce saturazioni e irregolarità che incidono sulla definizione dei suoni, mentre l’elaborazione digitale ne consente la frammentazione. Il confronto tra i supporti estende la ricerca sulla memoria alla registrazione stessa, esponendo le modificazioni che ogni mezzo imprime alla traccia.
Celluloose porta così l’attenzione sulla carta prima e oltre il contenuto scritto.
VIDEO MUSEO DELLA STAMPA video e montaggio: Arianna Colajori musica e sound design: molom







