top of page

BADOCLÀ

Parte 1: Il Contesto e l'Indagine Geografica


Badoclâ nasce nell’ambito della residenza artistica MATERIIS di Melius, progetto che promuove il dialogo tra pratiche contemporanee e patrimonio artigianale della Carnia. Il lavoro scaturisce da una riflessione sull’identità agricola montana, osservata tramite la forza simbolica dei semi, dei legumi antichi e dei saperi locali che ne custodiscono la coltivazione. In questo contesto, le tre pratiche coinvolte ( visiva, sonora e narrativa) si intrecciano per esplorare le dinamiche della Val Pesarina. Il titolo riprende il verbo carnico badoclâ (raccogliere), rimandando al gesto agricolo della raccolta ma anche alla pratica di osservazione adottata durante la residenza. L’indagine si concentra sul rapporto tra famiglie e coltivazione del fagiolo, oggi minacciata dalla discesa di cervi e caprioli verso la valle. La carenza di risorse in quota spinge gli animali a nutrirsi negli orti, obbligando gli abitanti a erigere reti sempre più alte per proteggere i raccolti. Un’immagine potente che racconta la resistenza di una comunità legata visceralmente alla propria terra e alle sue tradizioni secolari.

Parte 2: Le Trasformazioni e la Restituzione Artistica


Il fenomeno della pressione selvatica si inserisce in un quadro di trasformazione profonda che interessa le varietà di legumi di montagna, messe alla prova da molteplici fattori critici. Le dinamiche di mercato privilegiano specie produttive a discapito della biodiversità, mentre le mutate condizioni climatiche, con l'aumento di temperature e umidità, favoriscono muffe che rendono la coltivazione complessa. Badoclâ restituisce l’immagine di un paesaggio carnico in evoluzione, dove pratiche agricole, equilibri ecologici e forme di vita comunitaria si ridefiniscono costantemente adattandosi a nuove sfide ambientali. Il progetto, sviluppato da molom (suono), Carlo Tolazzi (parole) e Oliwia Spiralska (video) durante la residenza curata da Melius Impresa Sociale, trasforma questa analisi in un'opera multidisciplinare. Attraverso l'integrazione di linguaggi performativi e documentali, il lavoro diventa un archivio vivo di resistenze rurali. Non si tratta di una semplice documentazione, ma di un atto poetico che abita il confine tra uomo e natura, celebrando la persistenza dei semi antichi come frammenti di futuro in un mondo che cambia radicalmente.

BADOCLÀ
00:00 / 01:03
audio
video
bottom of page